Isole Faroe

Nel viaggio in nave verso l’Islanda si può effettuare uno stop di tre giorni alle Isole Faroe, a circa due terzi di distanza tra Danimarca ed Islanda, ed ovviamente si è colta la palla al balzo.

Le Isole Faroe sono un arcipelago di 18 isole di origine vulcanica situate oltre il sessantesimo parallelo, fanno parte del Regno di Danimarca ma con una certa indipendenza, sono spesso battute da vento, coperte da nebbia e con pioggia abbondante.

Le isole principali sono collegate tra di loro da tunnel sottomarini o ponti ed il nostro piano è quello di visitare solo queste dato il poco tempo a disposizione.

27 Luglio

Giunti il 27 a Tórshavn, sull’isola di Streymoy, scendiamo dalla nave tra i primi e passiamo la dogana al volo.

Non so perché pensiamo sia la dogana islandese, dove potrebbero fermarti a campione e controllare se il cibo trasportato rientra nel regime di duty free, e ci rammarichiamo di non averne portato di più visti i controlli molto blandi; realizziamo solo dopo che la dogana islandese la dovremo ancora fare tra qualche giorno e quindi è meglio essere restati nei limiti indicati…

Scopriamo poi di essere giunti qui in corrispondenza di una festa nazionale, Ólavsøka, che commemora la morte di Sant’Olav e cade giusto il 29 di Luglio con manifestazioni anche nei giorni precedenti e seguenti; molti campeggi sono pieni e ci rechiamo quindi a nord dell’isola al campeggio di Vestmanna.

28 Luglio

Il giorno seguente, il 28, è dedicato alla visita dell’isola di Vágar che raggiungiamo attraverso un tunnel (a pagamento come tutti i tunnel su https://www.tunnil.fo/english).

Prima tappa nei pressi di Sandavágur, da cui parte un breve sentiero (circa 3Km andata e ritorno) per andare al punto panoramico sul faraglione Trøllkonufingur, dito della strega.

Ci si muove poi verso Miðvágur da cui parte un sentiero a pagamento (circa 30 Euro, 7,3Km andata e ritorno) che costeggia il Sørvágsvatn, il lago sospeso, e porta a delle bellissime scogliere.

Da queste scogliere il lago, situato ad un’altezza di circa 30 metri, da l’impressione di essere sospeso sul mare; il lago poi termina con una cascata che finisce direttamente nell’oceano.

Ultima tappa per vedere la cascata di Mulafossur, presso il villaggio di Gásadalur, anche questa che si tuffa nell’oceano.

Torniamo sull’isola di Streymoy e da qui sull’isola di Eysturoy, attraverso altro tunnel che ha addirittura una rotonda sottomarina.

Notte nel piccolo campeggio di Æðuvík, affacciato sul mare, con prima cena cucinata in autonomia; causa festa nazionale sono chiusi tutti i negozi e supermercati per cui ci accontentiamo di una pasta al pesto di pistacchio.

29 Luglio

Giorno 29 dedicato all’isola di Eysturoy, abbastanza selvaggia anche grazie al fatto che ospita le cime più alte dell’arcipelago, fino ad 880m.

Si costeggia il fiordo di Funningur fino ad Elduvík con le sue ripide pareti ricoperte di prati verdissimi e per l’appunto le cime più alte dell’arcipelago che si affacciano dall’altra sponda del fiordo.

Si prosegue verso il paesino di Oyndarfjarðar da cui effettuiamo una passeggiata di circa 4Km e poi verso Gjógv con la sua insenatura che costituisce un ottimo porto naturale.

Si percorrono stradine secondarie con continui saliscendi e vedute su verdi vallate e fiordi o canali tra le isole.

Da Gjógv inizia il passo verso Eiðis che passa alla base del Slættaratindur, la montagna più alta delle Faroe coi sui 880m, in questa occasione con la vetta ricoperta dalla nebbia.

Appena prima di arrivare a Eiðis c’è un punto panoramico da cui si osservano i faraglioni di Risin og Kelligin, il gigante e la strega. La leggenda vuole che una notte i due esseri cercarono di rubare le isole Faroe per riportarle in Islanda, ma vennero colti dai raggi del sole che li trasformarono in pietra.

Torniamo verso l’isola di Streymoy, passando di fronte alle cascate Fossa, che probabilmente hanno visto momenti migliori con più acqua, attraversando questa volta un ponte.

Notte in campeggio e pasta cacio e pepe.

30 Luglio

Il 30 è il nostro ultimo giorno alle Faroe, alle 18:30 infatti ci aspetta la motonave Norrona per l’Islanda.

Prima tappa a nord, al paesino di Tjørnuvík, alla fine di un fiordo con la sua spiaggia di sabbia scura vulcanica e sullo sfondo le scogliere con i faraglioni di Risin og Kelligin, il gigante e la strega.

Ci aggiriamo tra le viuzze del paesino per cercare un bar per fare la colazione invano; sembra che per questa festa nazionale resti chiuso tutto per un po’ di giorni.

Ci muoviamo poi verso il villaggio di Saksun, nel nord ovest, alla fine della strada panoramica Buttercup Route che scorre in una vallata verde.

A Saksun si trova il villaggio con i tetti in erba, la chiesetta, una cascata e volendo si può discendere alla spiaggia che ha parzialmente ostruito il fiordo su cui giace il paese.

Purtroppo causa festa è tutto chiuso e non si possono effettuare visite.

Ultima meta nell’isola di Strehymoy è Kirkjubøur, a sud di Tórshavn, il sito storicamente più rilevante delle Isole Faroe, dove si trovano le rovine in pietra della Cattedrale di Magnus, la Chiesa di Sant’Olav ed un’antica fattoria, tutte datate tra il XI e XIII secolo.

Torniamo infine verso la capitale, Tórshavn, dove effettuiamo gli ultimi acquisti prima di imbarcarci alle 15:30: ripristiniamo la scorta legale di birra, alcuni utensili ed un pieno di benzina a 1,45 Euro al litro prima dei 2,25 Euro al litro dell’Islanda….

Si arriva la mattina seguente alle 8:30.

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