Islaaaandaaaa!

31 Luglio – Da Seyðisfjörður al rifugio Snæfell – F909 – Km 170 – A (asfalto) /S (sterrato)

Il giorno 31 mattina arriviamo alle 8:30 al porto di Seyðisfjörður, sulla costa orientale dell’Islanda.

Mettiamo piede sul suolo islandese ed alla fine la dogana si rivela una formalità, non ci controllano neanche.

Prima tappa Egilsstaðir, ultimo centro con servizi e negozi prima di intraprendere il viaggio sugli altopiani dell’interno, dove contiamo di restare in autonomia per sei giorni.

Quindi sulla strada principale di Egilsstaðir effettuiamo acquisto di SIM da Tölvulistinn, spesa al Bonus, catena di supermercati islandesi, acquisto di alcuni articoli da outdoor e di un estintore che ci mancava.

Compriamo anche una cassa Bluetooth per ascoltare la musica visto che gli altoparlanti in dotazione già faticano con una chiamata telefonica.

La destinazione è il rifugio Snæfell, alle basi del monte omonimo.

Lungo la strada, a non molta distanza da Egilsstaðir, si trovano le cascate Hengifoss: con una breve escursione dapprima si arriva alle cascate Litlanesfoss tra fini basalti colonnari, ed infine a quelle Hengifoss, le terze più alte d’Islanda coi loro 118m.

Proseguendo sullo sfondo inizia a stagliarsi il monte Snæfell, alle pendici del ghiacciaio Vatnajokull, il ghiacciaio più grande dell’Europa continentale, grande una volta e mezzo la Liguria.

Imbocchiamo la pista sterrata F909, la prima F Road del viaggio (le F Roads) e, dopo aver sgonfiato le gomme, battezziamo Carolina col primo fuoristrada.

Si sorpassa il rifugio e si prosegue sotto i ghiacciai dello Snæfell fino ad arrivare al fronte del ghiacciaio Vatnajokull.

Lo spettacolo è mozzafiato, con un fronte che si estende a perdita d’occhio, difficile anche da fotografare.

Torniamo al campeggio dove ci grigliamo dell’agnello comprato senza accorgerci che era marinato alla maniera islandese, abbastanza lontano dai nostri gusti.

Abbiamo modo di socializzare con altri viaggiatori in fuoristrada che passavano la notte in campeggio.

1 Agosto – Dal rifugio Snæfell al rifugio Kverkfjoll – F909, F023, F910, F903, F902 Km 155 – S

Il 1 Agosto imbocchiamo le piste che ci portano al Parco Nazionele di Kverkfjoll, sempre alle pendici del ghiacciaio Vatnajokull.

Si percorrono una serie di F Roads: la pista F909 di ritorno dallo Snæfell e poi le F923, F910, F903 ed F902.

Il paesaggio cambia in continuazione tra verdi vallate, paesaggi vulcanici con piste ghiaiose o sabbiose, diversi guadi, sempre con lo sfondo dell’Herðubreið, montagna isolata che spicca coi suoi 1682m.

Sorpassato il rifugio Kverkfjoll si prosegue fino alle pendici del ghiacciaio Vatnajokull e con una breve passeggiata si giunge alle grotte sotto il ghiacciaio, da dove sgorga impetuoso il Jokulsa a Fjollum, il più grande fiume islandese.

Anche qui in Islanda il ritiro dei ghiacciai è pesantemente in atto e si può vedere di quanto si sia ritirato il fronte in soli sei anni.

I ranger al rifugio ci avvisano che durante la notte ci sarà allerta gialla per i forti venti, qui particolarmente impetuosi, e ci consigliano di dormire in rifugio, cosa che facciamo senza discutere, premiati anche da uno sconto come membri del Club Alpino.

Sapendo del maltempo in arrivo avevamo saltato il pranzo per arrivare prima al rifugio e quindi ci rifacciamo con orecchiette con broccoli e bottarga.

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