
12 Agosto – Da Reykiavik a Selfoss – Km 217 – A
Giornata dedicata al Golden Circle, un anello turistico che partendo da Reykjavik porta a visitare dei luoghi sicuramente meritevoli ma estremamente sovraffollati.
La giornata è uggiosa con una pioggerllina che ci accompagna tutto il giorno.
Prima tappa a Þingvellir, sito storico e parco nazionale a est di Reykjavik. È noto per l’Alþing, la sede del parlamento islandese dal X al XVIII secolo. Qui si trovano la chiesa di Þingvellir e le rovine di antichi rifugi in pietra.
Oltre alla sua importanza storica, Þingvellir è un sito geologico unico. Il parco si trova sulla dorsale medio-atlantica, dove le placche tettoniche nordamericana ed euroasiatica si allontanano lentamente di circa 2 cm all’anno. Questo fenomeno ha creato spettacolari fratture e gole.

All’interno del parco nella faglia di Almannagjá si trova la cascata Öxaráfoss, una piccola ma suggestiva cascata .
Effettuiamo una breve escursione nella torbiere nei dintorni con muschi e mirtilli delle torbiere che mangiamo in quantità.










Seconda tappa Geysir dove ci sono i geyser di Geyisr e Strokkor. ll Geysir è il geyser più grande della zona e ha dato il nome a tutti gli altri geyser del mondo. Il suo nome deriva dal verbo islandese “geysa”, che significa “sputare”.
Mentre in passato il Geysir eruttava regolarmente ogni 30 minuti, lanciando acqua bollente e vapore fino a 70 metri d’altezza, negli ultimi decenni la sua attività si è notevolmente ridotta e ora erutta solo occasionalmente. Il geyser Strokkur, invece, è molto più attivo del Geysir ed erutta regolarmente ogni 5-10 minuti.
Entrambi i geyser sono alimentati dalle acque sotterranee riscaldate dal magma vulcanico presente sotto la superficie dell’Islanda. Questa regione è nota per la sua attività geotermica e presenta una vasta gamma di fenomeni geologici, come pozze di fango bollente, sorgenti termali e fumarole.


Ultima tappa del Golden Circle è la cascata Gulfoss, forse la più famosa cascata islandese con i suoi due salti, il cui nome significa cascata d’oro.




Terminate le tappe d’obbligo del Golden Circle ci dirigiamo al campeggio di Selfoss, servito da bus che la mattina successiva riporteranno Fabrizio a Reykjavik per rientrare a casa.
13 Agosto – Da Selfoss a Blágil (Laki) – F206, F207 – Km 269 – A/S
Salutiamo Fabrizio che prende il bus per Reykjavik per poi immetterci sulla Ring Road lungo la costa in direzione Vik; la F210, che passerebbe a nord del ghiacciaio Mýrdalsjökull, è purtroppo ancora chiusa a causa dell’alto livello dei fiumi glaciali, per probabile attività geotermica sotto il ghiacciaio stesso.

La giornata è stupenda e siamo affascinati dalla vista sui ghiacciai che costeggiamo; prima Eyjafjallajökull, poi il Mýrdalsjökull ed infine si staglia all’orizzonte il Vatnajökull.




Ci fermiamo non so quante volte per fare delle fotografie ripromettendoci che sono le ultime. Giunti infine a Vik ci riforniamo al supermercato per fare scorta per i prossimi giorni.
Imbocchiamo quindi la pista F206 per il vulcano Laki che scorre in vallate verdi con vedute sui ghiacciai ed alcuni guadi. Una breve deviazione porta alla cascata Fagrifoss.


L’area dei crateri di Laki, denominata Lakagígar, tra i ghiacciai di Mýrdalsjökull e Vatnajökull, è un immenso campo disseminato di crateri di altezza variabile tra i 30 e i 70 m e ricoperti da un velluto di muschio.

Preceduti da una settimana di terremoti, I’8 giugno 1783 a Laki si aprirono oltre 100 coni allineati lungo una direttrice di circa 25 km dalla quale, per otto mesi, sgorgò lava.

La lava invase un’ampia zona della costa sud-orientale ma le conseguenze più gravi derivarono dalle nubi di gas e ceneri espulse durante le fasi esplosive contenenti quantità enormi di diossido di zolfo e acido fluoridrico, gas estremamente tossici per gli esseri viventi. Il patrimonio bovino e ovino fu decimato al punto da provocare una carestia in cui perì quasi un quarto della popolazione islandese.

Gli effetti si estesero in tutto l’emisfero boreale causando inverni freddi ed estati secche; si ritiene addirittura che la carestia e la povertà dovute all’eruzione contribuirono a innescare la Rivoluzione Francese nel 1789.



Saliamo sulla cima del Laki (circa 4,5 Km in 2 ore dal parcheggio, andata e ritorno) da cui si può ammirare la fila dei crateri da entrambi i lati lungo i 25 Km della frattura, i laghi e l’esteso campo di lava; scendendo dalla cima ci infiliamo in un piccolo cratere.









Ci dirigiamo poi ad un punto panoramico con vedute sui ghiacciai ed al lago all’interno del cratere Tjarnargígur, per poi dirigerci al campeggio di Blágil, fantastico campeggio di montagna, per una cena consumata all’aperto, finalmente senza vento o pioggia.







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