Húsavík e Akureyri

18 Agosto – Dal rifugio Laugafell a Húsavík – F752, F26, F881, F821 – Km 242 – S/A

La giornata è più uggiosa di ieri ma decidiamo comunque di fare un giro ad anello nello Sprengisandur partendo dal Laugafell per godere delle piste in quest’area desertica; un tratto di F752 verso sud, un tratto di F26 verso nord e la F881 per riportarci al Laugafell.

Da qui imbocchiamo la F821 in direzione nord. Inizialmente la pista non si discosta molto dalle altre dello Sprengisandur, per poi diventare più sconnessa, tanto da dover usare le marce ridotte, e poi tuffarsi in una bella valle verde e stretta percorsa da un torrente, con cascatelle che scendono dalle ripide pareti e piena di pecore.

La valle, chiamata Eyjafjarðardalur, poi si allarga e giungiamo all’asfalto sulla Ring Road; prendiamo la 85 per Húsavík dove laviamo Carolina e prendiamo posto al campeggio verso le quattro di pomeriggio, un orario insolito dopo le tirate dei giorni scorsi.

19 Agosto – Da Húsavík a Akureyri – Km 103 – A

Húsavík è considerata una delle capitali del Whale Whatching e noi abbiamo riorganizzato gli ultimi giorni del giro in modo da arrivarci in corrispondenza della disponibilità trovata con un operatore.

E’ il primo giro, alle 8:45 di mattina, e la giornata è splendida. Facciamo il check-in e poi sul molo ci fanno indossare una tuta termica prima di imbarcarci su di una imbarcazione di legno tipica della zona. Il tutto dovrebbe durare tre orette

Ci addentriamo nella baia dove le nuvole basse nascondono in parte le montagne. Ci sono altre barche come la nostra e gommoni veloci.

Inizia quindi la ricerca e l’attesa delle balene. Vediamo abbastanza presto dei delfini, subito catalogati dalla guida come balene coi denti a differenza di quelle con i fanoni, come per mettere le mani avanti e dire che le balene le abbiamo viste. Si inseguono per un po’ ed a volte loro seguono e passano sotto la barca.

Vediamo infine delle balenottere minori che non emettono uno spruzzo quando emergono per respirare ma sono riconoscibili perchè l’aria che sfiatano è molto puzzolente e ne indica la presenza. Continuiamo a girare nella baia anche addentrandoci nella nebbia ma senza riuscire ad avvistare altro.

Rientriamo in porto solo parzialmente soddisfatti dal momento che delle balene maggiori non abbiamo visto neanche uno spruzzo a distanza; è il mio quinto tentativo per vedere le balene, che non ho mai visto da molto vicino neanche negli altri tentativi, ed è forse il più infruttuoso.

Ci accontentiamo visitando l’interessante Museo della Balena dove almeno delle balene maggiori c’è esposto lo scheletro, addirittura di una balena azzurra in mezzo agli scheletri di altri cetacei.

Da Húsavík ci dirigiamo verso Akureyri, la seconda città dell’Islanda, la cosiddetta capitale del nord, passando dalle cascarte Godafoss.

Ad Akureyri visitiamo il giardino botanico Lystigarðurinn, uno dei più settentrionali al mondo, un quartiere con vecchie case in legno giusto sotto il giardino, la chiesa Akureyrarkirkja, progettata dallo stesso architetto che ha progettato la cattedrale a Reykjavik, e le principali vie pedonali del centro.

Ultima cena in un ristorante prima della partenza di Marco.

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