
20 Agosto – Da Akureyri a Seyðisfjörður – Km 286 – A
Prima di recarci in aeroporto passiamo da un quartiere residenziale di Akureyri con delle belle casette in legno e delle papere che sembrano brucare il prato.








Lasciato Marco in aeroporto inizia il trasferimento verso Seyðisfjörður, porto di imbarco per tornare in Danimarca. Mi attende un trasferimento di 280Km praticamente quasi tutto sulla Ring Road.
Ripasso dal lago Mývatn dove visito la grotta di scorrimento lavico di Grjótagjá con il suo laghetto, diventata famosa grazie alla serie TV “Il Trono di Spade”.


Giunto ad Egilsstaðir prendo la deviazione che mi porta a Seyðisfjörður. Il paesino è molto pittoresco e ci sono tra le case in legno più belle d’Islanda.
Ne approfitto per fare un giro essendo arrivato presto, nel primo pomeriggio, per poter trovare posto nel campeggio, super gettonato data la partenza della nave domani.
Incontro Karl, austriaco anche lui munito di camper 4×4 e già incontrato un paio di volte in questo viaggio, e prendiamo una birra assieme.









Cena senza compagnia degli amici di Fra (nota di tristezza).
21 Agosto
La motonave Norrona parte per la Danimarca alle 10:30 per cui verso le 8:30 mi presento al check-in e mi incolonno per l’imbarco.


Una volta imbarcati, foto di rito del fiordo di Seyðisfjörður approfittando anche della stupenda giornata.



Che dire, è finita questa stupenda vacanza in Islanda, la prima condivisa con amici con questa formula; tre settimane di paesaggi incredibili percorrendo circa 4600Km.
Tutto sommato è andata bene, siamo riusciti a trovare un equilibrio anche quando eravamo in tre in un contesto come quello islandese con freddo, vento, pioggia ed un casino di equipaggiamento a testa: sicuramente in un ambiente più caldo sarà ancora meglio.
Una vacanza di questo tipo è un po’ come andare in barca a vela, bisogna essere ordinati e seguire delle routine per gestire Carolina al meglio, ed il capitano Fra con discrezione (ehm…) lo ha sempre ricordato al suo equipaggio.
Ora in navigazione verso la Danimarca e poi la Norvegia fino a Capo Nord.
Non resta che dire petta reddast, andrà tutto bene, augurandomi di farne un motto di vita come per gli islandesi.



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