
25 Agosto – Da Bergen a Skjolden – Km 237
Da Bergen mi dirigo verso nord-est lungo la E16, una strada piena di gallerie, fino a Gudvangen.
Da qui parte il traghetto lungo il fiordo Nærøyfjord, il più stretto di Europa. Ci sono dei tour su battello elettrico fino a Flåm, mooolto turistici coi turisti ammassati come sardine. Io opto per la traversata con macchina al seguito fino a Kaupanger, di circa due ore e mezza che passa comunque nel fiordo Nærøyfjord ed è molto meno affollata. Molto suggestivo lo stretto fiordo con pareti alte, tanto che in inverno non entra mai il sole.








Da Kaupanger mi dirigo a Solvorn e da qui attraverso il fiordo Lustrafjorden con un minuscolo traghetto fino a Ornes. Qui c’è la stavkirkje di Urnes, una delle caratteristiche chiese medievali in legno della Norvegia, tra le meglio conservate (ne restano solo 28 delle originarie 1300 e più), con ancora le colonne, archi, capitelli ed una parete esterna risalenti al XI-XII secolo, dove si uniscono motivi cristiani a soggetti vichinghi (patrimonio UNESCO).

















Costeggio poi il fiordo Lustrafjorden per una stradina che offe magnifiche vedute fino al campeggio di Skjolden dove prendo posto in riva ad un laghetto dalle acque color smeraldo.


26 Agosto – Da Skjolden a Tresfjord Km 349
Ieri sera la coppia vicina in tenda al campeggio mi dice che Eberardo fa troppo rumore e mi chiede di spegnerlo…
Eberardo è il nomignolo che abbiamo dato al riscaldamento a benzina, marca Eberspacher, che ci ha permesso di mantenere una temperatura confortevole fino ad ora. Sinora non ha mai dato fastidio a nessuno, tutti hanno un riscaldamento e nessuno si è mai lamentato. Colto da improvvisa gentilezza lo spengo e ne patisco le conseguenze, anche se mi vesto di più, passando una mala nottata per il freddo.
Parto quindi più tardi del previsto per fare la strada turistica 55, la Sognefjellsvegen, che tra mille curve e tornanti va da Skjolden a Lom ed offre dei panorami davvero incredibili sulle cime, ghiacciai e laghi del parco nazionale Jotunheimen. Il punto più alto che si raggiunge è di 1434 metri.






Google Map tiranno mi ricorda che non posso giapponesizzare troppo facendo mille foto dato che il traghetto sul fiordo di Geirangerfjord mi aspetta alle 13:20.
Percorro il tragitto tra Lom e Geiranger, su di una strada sempre molto spettacolare che costeggia torrenti e laghetti e che sale ad un altro passo, con un misto di ansia per il traghetto prenotato e dispiacere per non poter trattenermi di più. Devo saltare la deviazione per Dalsnibba, una montagna che si può risalire in macchina, ovviamente pagando, da cui si godrebbe di un panorama su ghiacciai e laghi, vabbè…




Ci si mette anche un traffico sostenuto con dei camper che vanno a due all’ora e non si possono sorpassare per la tortuosità della strada.
Abbandono per un po’ i tentativi di petta reddastizzarmi e passo ai nostrani improperi sparsi a piena voce come un camionista.
Riesco ad arrivare a Geiranger giusto in tempo per il traghetto. Il Geirangerfjord, a forma di esse e patrimonio UNESCO, è forse a ragione il fiordo più famoso della Norvegia e come tale attrae una moltitudine di gente. Ciononostante il tragitto da Geiranger ad Hellesyit col traghetto per trasporto auto, della durata di circa un’ora, risulta molto piacevole con parecchie cascate che si tuffano nel fiordo.










Passato Hellesyit realizzo che potevo fare un’interessante variante verso il fiordo di Hjørundfjord su strade minori, vabbè anche questa.
Arrivo ad Ålesund, curiosa cittadina ricostruita ad inizio XX secolo in stile Art Nouveau dopo un incendio. La maggior parte degli architetti norvegesi aveva infatti studiato in Germania e quindi il Jugendstil gli veniva naturale. Visito l’Apothek, l’antica farmacia, la chiesa e percorro la strada principale, la Kongensgate, con case dai colori pastello, ornate da guglie e torrette, le facciate neoclassiche e finto gotico e le decorazioni floreali.









Non ha senso dormire al campeggio di Ålesund per cui mi incammino per il percorso stabilito fino a quando trovo una deviazione che sulla cartina sembra portarte a zone abbastanza disabitate ed effettuo il mio primo campeggio libero in Norvegia. Una legge norvegese permetterebbe infatti di campeggiare liberamente purché a 150 metri di distanza dalla più vicina casa; dato l’overturism, vicino ai centri abitati risulta ormai impossibile visto che chiudono tutti gli spazi o mettono dei divieti.
Non è la più panoramica delle location ma sono vicino ad un ruscello e completamente solo: volendo posso quindi accendere Eberardo a palla.




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