
29 Agosto – Da Nedre Fiplingvatnet a Meløy – Km 380
La scelta della variante su strada secondaria, la Villmarksveien, si è dimostrata azzeccata e percorro questa stradina costeggiando continuamente laghi in mezzo a boschi con sullo sfondo le montagne al confine con la Svezia fino a ricongiungermi alla E6.






Evito un tunnel facendo la vecchia strada che porta al passo di Korgfjellet con belle vedute su laghi e cime dal punto panoramico che si raggiunge dal parcheggio del rifugio.



L’itinerario che ho scelto non è il più lineare ma mi permette di vedere più cose interessanti. Raggiunta più a ovest la strada turistica 17, ne percorro una parte verso sud giusto per vedere il famoso ponte Helgelandsbrua , anche questo ardita opera di ingegneria con curva e salita che percorro nei due sensi.


La strada costiera 17 è davvero bella, forse più bella della 64 fatta l’altro ieri, e bisogna prendere diversi traghetti. Il tratto di strada tra Nesna e Kilboghavn ed il traghetto tra Kilboghavn e Jektvik sono davvero meravigliosi, soprattutto fatti con la luce radente di tardo pomeriggio. Dal traghetto si vedono le montagne del parco nazionale di Saltfjellet-Svartisen e si passa davanti al fiordo Melfjorden in corrispondenza dell’attraversamento del Circolo Polare Artico, 66 gradi e 33 primi Nord, con tanto di mappamondo commemorativo sulla costa, che oggi si attraversa in maglietta sul ponte del traghetto.
















Da Jektvik mi dirigo verso Ågskardet ma ormai è tardi e dovrei aspettare quasi un’ora per l’ultimo traghetto per Forøy; mi fermo quindi in un parcheggio prima del porto.
30 Agosto Da Meløy a Å – Km 186
Prendo il traghetto per Forøy con comodo alle 9:20 ed una volta sull’altra sponda la destinazione è il molo del battello per attraversare il fiordo e dirigersi al ghiacciaio Svartisen, il secondo per estensione della Norvegia. Qui una lingua del ghiacciaio scende verso il laghetto che costeggia il fiordo. Già avvicinandosi si godono delle bellissime vedute.


Dopo un po’ di attesa arriva il battello e giunti sull’altro lato noleggio una bicicletta per fare i 3,3Km fino alla partenza del sentiero. Cammino abbastanza spedito verso il fronte del ghiacciaio per sfruttare al meglio il poco sole che c’è, con tempo dato in peggioramento. Mi avvicino gradualmente passando da diversi punti panoramici camminando sulla morena del ghiacciaio ed una volta giunti al fronte è veramente emozionante. Qui il ghiaccio azzurro è appoggiato alle rocce e le formazioni di ghiaccio sono impressionanti. In lontananza vedo un gruppo di alpinisti che stanno camminando sul ghiacciaio, un po’ li invidio.











La discesa è più rapida e, dopo aver ripercorso la strada in ghiaia in bicicletta, riprendo il battello che mi riporta alla macchina (totale in bici 6,6 km e camminando 5,8 km).

Mi metto in marcia sulla 17 con destinazione Bodø. Inizialmente i fiordi sono più aspri con montagne innevate e parecchi tunnel, poi diventano più morbidi. Sempre una bella strada anche se non più baciata dal sole di ieri.




Giunto a Bodø neanche il tempo di fare il pieno e già sono in aeroporto a recuperare Andrea, mio cognato, che mi accompagnerà fino a Capo Nord e nella parte settentrionale della Svezia.
Mezz’ora dopo che è salito su Carolina già ci imbarchiamo sul traghetto per Moskenes, nelle Isole Lofoten (circa tre ore di navigazione), dato che a Bodø avevamo poco a che fare. Arrivo alle 22:00. Tramonto con vista sulle isole.





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